martedì, 28 agosto 2007
Buones las pelotas

Yo me pregunto...

 

 ¿... por qué mierd@ algunos italianos

dicen

BUONES AIRES?!?!?

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martedì, 21 agosto 2007
Beati noi

Sia lode agli interpreti e ai traduttori! Senza di loro questa festa dei libri sarebbe poco più di una sagra paesana. Grazie a loro entrano mondi diversi, paesi nuovi, altre letterature. E parole non sempre semplici da tradurre. A Fahrenheit abbiamo invitato quelli che traducono da lingue difficili (o, peggio, da quelle che sembrano facilissime). Se il carciofo non cresce in Cina, si chiede Alessandra Lavagnino, come presentarlo nei menù? Ha trovato una soluzione appetitosamente poetica, qualcosa come «il vegetale dalle cento foglie». Io lo ordinerei subito, al posto degli involtini primavera.

La sfida di Isabella Camera d’Afflitto è meno terrestre: perché nei libri tradotti dall’arabo Allah non è Dio? Nei romanzi dall’inglese e dal francese mica lasciamo God o Dieu... Problema non strettamente di vocabolario, diciamo così. E se in spagnolo sombrero vuol dire banalmente cappello, si interroga Ilide Carmignani, come far capire quando il cappello è invece davvero un largo, esotico sombrero? Grazie di provarci, verrebbe da dire.

Cosi i Confini finalmente li sfondiamo davvero. E un magnifico poeta lituano che si chiama Kornelijus Platelis può urlare i suoi versi sicuro che poi qualcosa capiremo. La sua interprete ha un nome di battesimo, Rassa, che se sapessimo che in italiano vuol dire Rugiada le aprirebbe tutte le porte.

La prossima volta, prima di andare via, ricordarsi di ringraziare uno a uno i traduttori e gli interpreti.

MARINO SINIBALDI x La Stampa.it

traduttrice
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lunedì, 20 agosto 2007
Lo sapevi che...? 10

CIURLAR NEL MANICO - Se la lama di un coltello o di altro simile arnese non è ben inserita nel manico o se ne è staccata per il lungo uso, l'arnese diventa inservibile, perché la lama perde ogni resistenza girando (ciurlando) nel manico. Perciò quando una persona o una cosa risulta incerta e non affidabile si dice che ciurla nel manico.

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venerdì, 17 agosto 2007
Wop-bop-a-loom-bop-a-boom-bam-boom

L'Argentina può vantare il calciatore più grande della Storia, le donne più fighe, il viale più largo al mondo, gli europei dell'America Latina... ed Elvis Presley!

Il mondo ha parlato del 30simo. anniversario della morte del Re del Rock. In Argentina, fans di ogni età hanno fatto a gara per creare il miglior ciuffo ingellatissimo. Un 60enne, dagli Stati Uniti, ha fatto vedere una fotografia da lui scattata ai funerali di Elvis, tenutosi nei giardini della villa del cantante, dove si vede una figura umana dietro una porta, seduta su una sedia, che in teoria sarebbe nientemeno che Elvis. Perché E.P. dovrebbe essere proprio in Argentina??? Miti perpetui che però non inganneranno mai i veri fan, gli unici che portano l'idolo nel proprio cuore e lo tengono, questa volta sì, vivo per l'eternità.

Repubblica.it: "Pellegrinaggio a Graceland; si celebra la leggenda di Presley" - "Vive in Argentina: il magazine racconta che dopo la morte ufficiale, un uomo molto somigliante a E.P., chiamato John Burrows, pseudonimo usato spesso dall'artista, fu notato mentre acquistava un biglietto aereo per Buenos Aires. Fu propria in quella circostanza che P. incontrò in segreto il presidente degli U.S.A. Richard Nixon, informandolo a riguardo della condotta illegale di altre celebrità dell'epoca e offrendo i propri servigi nella lotta contro la droga. E. fu fatto sparire per salvargli la vita, e venne trasferito in una zona ad ovest della provincia di Buenos Aires, dove risiederebbe da allora con una nuova identità"

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mercoledì, 15 agosto 2007
CHE, dame el pasaporte, dame! (cuak)

Corriere.it

... fatte sapere a questa sig.ra che gli argentini non siamo mica cittadini del primo mondo per l'U.E.! Come saranno ridoti i poveri cubani! :(

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lunedì, 13 agosto 2007
Se lo faccio, lo faccio bene

Sono traduttrice d'Italiano, beh ci provo. Oggi sono andata dal mio cardiologo, che di cognome fa mezzalira. Non ce la faccio a scriverlo in maiuscolo! In sala d'attesa, intanto che sfogliavo l'enciclopeidale Donna Moderna -giuro che lo faccio solo ed esclusivamente per arricchire il vocabolario!- arriva una signora che, alla domanda della segretaria del dottore: "cognome?", lei rispose: "MAIALE !"

Dimenticavo: il fisioterapista di mio padre di cognome fa gambalunga.

 

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giovedì, 09 agosto 2007
for export

È la volta di due ragazze argentine benedette dalle luci della fama: l'una in passerella, l'altra sul palcoscenico. Bionda vs. Mora, entrambe ventenni e bellissime. Diversamente da veline, meteorine, letterine e zocc... ehmm... VALLETTE varie, le ritengo belle di natura (o quasi) ma... eh sì, sempre c'è un ma... madre natura non è stata generosa in tutto e per tutto. Si sa che non si ha tutto nella vita, e man mano che si va avanti bisogna trovare la strada giusta per procurarsi ciò che non ci è stato donato. Se si è belli, sarà dura a dimostrare che dietro un bel fisico o un visino perfetto c'è un po' di materia grigia pensante; e se si è intelligenti, veramente basta così... ma c'è chi ricorre alla chirurgia estetica per motivi alquanto diversi. Per queste due ragazze vale, naturalmente, l'esempio numero uno.

Lola P. -meglio non farsi trovare su Google-: fisico mozzafiatto, una ragazza veramente bella e con una voce stupenda, di un talento che molte se lo sognano. Niente da dire quanto alla sua intelligenza (o deficienza) però -ci sono pure i però- questa ragazzina si dovrebbe dare un bel bagnetto di umiltà, due o tre volte al giorno per un periodo di sei mesi e diminuire le dosi a seconda dei risultati riscontrati. L'ho sentita parlare parecchie volte, alla RAI in un italiano rispettabile -molto migliore del mio, certamente-, e su reti televisive argentine con un accento italiano fintissimo da far venire voglia di sbocco. Eccovi solo un esempio della sua modestia:

Forse faccia bene ad avere la puzza sotto il naso, tanto da quelle parti molte/i fan così, avendo solo la metà della bellezza e del talento che ha la signorina della foto.

Karina J.: carina (APPUNTO!)  ingenua da far sembrare ottusa. La sua bellezza è arrivata alle pagine di DONNA MODERNA dello scorso mese. Eccovi l'articolo scansionato.

Basta con il viso, vero???

Leggete, leggete: "Le apparizioni in "BALLARE È UN SOGNO"  e SHOW MATCH sono state un successo". "Bailando por un sueño" (Ballando con le stelle) è stato tradotto DI-VI-NA-MEN-TE! Perché si balla per avverare il sogno di una persona... anche se... ora che ci ripenso... a volte ci si addormenta. Per es. ci si addormenta a vedere proprio Karina J.: il suo intervento è stato un successo così grande che dopo due settimane ha abbandonato il concorso.

Eh sì, sono le bellezze che ci rappresentano all'estero.

traduttrice
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mercoledì, 08 agosto 2007

Si impara con il corpo?
Presto nelle scuole si potrebbe studiare una nuova materia: il linguaggio del corpo.

[...] Accompagnare con dei gesti l'apprendimento di un nuovo concetto aiuterebbe a memorizzare gran parte delle nozioni. E la regola vale anche per l'autoapprendimento. Per dimostrarlo è stato condotto un esperimento su 84 studenti delle scuole elementari di Chicago. I bambini sono stati divisi in tre gruppi, ciascuno alle prese con un problema matematico di cui non conoscevano la soluzione. Al primo gruppo è stato chiesto di risolvere il problema, ragionando ad alta voce. Al secondo gruppo è stato chiesto in più di accompagnare la spiegazione a voce con dei gesti. Agli altri, infine, è stato chiesto di usare i gesti ma senza parlare. Tutti sono riusciti a risolvere con successo il problema. Ma l’esperimento non è finito qui: dopo qualche settimana agli stessi studenti è stato chiesto di risolvere un altro problema, ma questa volta senza dare nessuna indicazione ai bambini. E il risultato è stato sorprendente per gli stessi ricercatori.

I più solerti a risolvere il nuovo problema sono stati i bambini a cui la prima volta era stato chiesto di risolvere il problema spiegando a voce e con i gesti le operazioni. [...]
I ricercatori spiegano il successo dei gesti con il fatto che il linguaggio non verbale coinvolge tutto il corpo, insieme alla mente, una simultaneità che rafforzerebbe la memoria. Anche se i motivi di ciò non sono ancora chiari, gli psicologi statunitensi sono sicuri che la pratica del linguaggio del corpo potrebbe essere molto utile nelle scuole.

Fonte: Focus.it

 

Sembra che questo sistema si stia implementando da qualche anno negli asili dell'emisfero orientale.

traduttrice
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martedì, 07 agosto 2007

Tutto sarebbe molto meglio senza di loro. 

Sono degli striscioni che pubblicizzano un servizio per l'avvio della pratica di riconoscimento della cittadinanza spagnola e italiana. Traduttori (immatricolati???) reclutati per eseguire un lavoro per pochi spiccioli. E noi, un nugolo di laureati onesti, ne subiamo le conseguenze.

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lunedì, 06 agosto 2007
Il Sig. Sicuro è in galera

Ne ho sentite di cotte e di crude persino quando studiavo l'Italiano. Purtroppo questo blog verrà capito solo da chi studia lo spagnolo oppure dal madrelingua spagnolo che studia l'Italiano. Comunque, sappiate che in spagnolo si suol dire "a Seguro se lo llevaron preso" per rendere l'idea sul fatto che niente è sicuro in questa vita, nulla può essere garantito. È una frase fatta. Un giorno, a lezione d'Italiano, parlando del più e del meno -un po' in Italiano e un po' nella nostra lingua- un mio simpaticissimo compagno di classe mi fa: "ma ricordati che a sicuro se l'hanno [sic] portati in galera".

Non ho potuto trattenere le risate. Troppo tenero. Se non l'avessi voluto bene, l'avrei strozzato per aver buttato nel cesso tutto lo sforzo del nostro povero Dante Alighieri.

E VISTO CHE CI SIAMO... SABIAS...? NUMERO 8 !!!

A SEGURO SE LO LLEVARON PRESO - Es un dicho que, en su origen español, habría sido a Segura lo llevaron preso, en el que se produce un juego de palabras entre el apellido "Segura" y el adjetivo "seguro/a". Aparentemente, se referiría al castillo de la villa jienense (de Jaén) de Segura de la Sierra, que sirvió de prisión. Para algunos, era una cárcel para delincuentes comunes en la que la vida era muy dura y sobrevivir se convertía en un logro casi inalcanzable; para otros, era un lugar de detención de personajes de cierta alcurnia, con lo que las condiciones de vida no eran tan malas y el tiempo de permanencia de los presos no era muy prolongado. De cualquier forma, la expresión alude a la posibilidad de que, no importa la condición social de las personas, a cualquiera le cabe la posibilidad de ser encarcelados si no ponen cuidado en sus acciones.

Originariamente, la frase pudo haber sido "A Segura, lo llevaron preso", como diciendo "a ese lugar (Segura), fue donde lo llevaron preso".

http://www.belcart.com/belcart_es/del_dicho/a%20seguro%20se%20lo%20llevaron%20preso.htm

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Meteorina -
La chica del pronóstico
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