
Viggo Mortensen, Cate Blanchett e la bandiera del San Lorenzo: tre sfigati.
Venerdì scorso ho confezionato con premura la mia schedina della SNAI con le quote delle partite di Serie B. È un vizio che mi porto addosso da oltre quattro anni. Non importa né il perché né il per come, ma quella schedina non è stata giocata. Inutile dire che avrei vinto poco più di mille euro.
L'altro ieri, un fenomeno naturale non tanto usuale seguito in minor o maggior misura, da milioni di persone. Personalmente, non ne sono mai stata interessata, ma quest'ultimo eclisse l'ho seguito da capo a fondo... o almeno, fino a quello che io CREDEVO fosse la fine: cominciava l'eclisse totale, ed io, in mancanza di un bel terrazzo dove avrei potuto godermi l'evento con grande gioia, stavo lentamente perdendo la pazienza. Dopo un po' di fotografie, che son venute meglio di quanto avevo sperato, sono definitivamente entrata a casa, contenta come una pasqua. La mattina successiva, intanto che facevo colazione e mi apprestavo ad assaporare il boccone, oh sorpresa, ecco sullo schermo della mia televisione LA FINE DELL'ECLISSE. Ma come? Quando mai? Era tutto bello rosso, ed io che ero sul pc e mi perdevo un evento unico dopo un'ora di contemplazione INUTILE!!!
Stra-meritato.
(*) inspirado en "Es la vida que me alcanza" de Sandra Mihanovich.
GILIPOLLAS - Tanto el argentinismo gil como el españolismo gilipollas son palabras de uso vulgar. La primera es empleada en el Río de la Plata desde comienzos del siglo XX; la segunda, es de uso en España y se encuentran registros desde la primera mitad del siglo pasado.
Nuuunnnnca me había puesto a pensar que GIL deriva de GILIPOLLAS. 

Repubblica dice: "Si rivede Cher, il nuovo look scatena i tabloid"

e io mi chiedo: "quando mai è scomparsa?"

Prima ero gelosa a solo pensarci, adesso (francamente) me ne infischio QUASI completamente. Non so cosa mi abbia fatto cambiare pensiero, tranne che mi sia caduto un vaso di terracotta da qualche balcone porteño. Noi donne la sappiamo lunga e ci rendiamo subito conto cosa fare e che cosa dire per far cadere nella trappola il nostro beneamato puttaniere. Comunque, non siamo qui per "avivar giles".
La tv italiana ha un alto contenuto di sesso ad ogni ora; quella argentina, invece, è troppo grossolana e un po' più piena di tette&culi, senza ancora aver raggiunto i livelli del Bel Paese.
Fatto sta che il mio lui odia il G.F., l'Isola dei Pallosi, e tutte quelle trasmissioni volgari presenti ad ogni carrellata nella televisione italiana. Il problema è che ormai di tette&culi se ne vedono a bizzeffe ad ogni ora e praticamente non c'è trasmissione che tenga! Ricordo di aver visto su Le Iene due scemi sulla quarantina che canticchiavano per strada e sei ragazze che saltavano a seno nudo appoggiando, INcomprensibilmente, le mammelle sul viso di quei due sedicenti giornalisti puberi. Ma io non capisco più niente!!!! Nella terra di Caravaggio, son sicura che Buonarroti sta rotolandosi nella tomba!!!!!!! E non ne parliamo dei canali locali che, anche prima di mezzanotte, offrono al pubblico un servizio di autosoddisfazione telefonica stimolandoli a chiamare un numero che di certo non è verde, e facendo vedere delle scenate che -la prima volta- mi hanno fatto spalancare gli occhi...!!! Premesso che: son lontana anni luce dal puritanesimo, quanno ce vo', ce vo'!!! Ragazzi, Fantozzi fa eccitare di più!!!
Allora non è necessario che vi dica la mia: la tv italiana -in generale- mi sembra una grandissima schifezza, non tolero la decadenza mentale del cittadino medio italiano... perché non sono proprio i ragazzini a stare appiccicati ed imbavagliati davanti alla tv a guardare quel misero spettacolo.

C'è modo e modo, mio caro Vespa! Modo e modo di spiegare le cose, e modo e modo di ammirare le prosperosità femminili !!!

A Buona Domenica, doccia ed il vedo-non vedo. Va in onda dalle 14 alle 19.
Ne parla il sito di La Repubblica ed un lettore, dice la sua: "torno da poco da un viaggio in sudamerica di 2 mesi dove ho scoperto il piacere della lettura...a Buenos Aires ci sono moltissime librerie usate, e libri che non costano niente...e pensavo alla nostra povera Italia, dove ormai l'apparenza e il nulla trionfa...mi chiedevo perche se uno ha cultura, esperienza, sa tante cose, nella mostra Italia non ha piu spazio...sembra ridotta a un paese di ebeti..per questo sono fuggito in Norvegia...ma che tristezza...Berlusconi ha proprio rovinato l'Italia..ma c'e da dire che milioni di persone si lasciano rovinare...e probabile che siamo un paese ormai senza piu cultura, senza radici, senza memoria, senza orgoglio..che triste...un abbraccio a tutte le teste pensanti della nostra bella e in ginocchio Italia..PS tanto non si rialza più!"
Come faccio in Italia ad accendere la tv? Guardarmi un film??? NON SOPPORTO IL DOPPIAGGIO! Ma questo non c'entra niente con tette&culi, per cui passo e culo. Passo e CHIUDO.
Lui disse: "un errore che pago con i soldi"

Complimenti alla Sinagra: è (quasi) tutto suo babbo!!!!!!!!
Clap clap clap !!!


Tarapio tapioco come se fosse Antani, la supercazzola prematurata con dominus reveriscum blinda.
Argentina es hermosa. Argentina es corrupta. Los argentinos somos solidarios, buena gente, amigotes y familieros; EL ARGENTINO, es un ciudadano de cuarta. Tenemos los cuatro climas, una Patagonia hermosa, las Cataratas del Iguazú, paisajes salteños y mendocinos, envidiables. Con un euro nos dan 4.65 pesos aprox... entonces, ¿por qué NO visitar Argentina?
La aerolínea de bandera es Aerolíneas Argentinas, hoy en manos extranjeras por la firma de un ex Presidente malparido, cornudo y gatero. Aerolíneas tuvo altos y bajos, en los últimos quince años, abundaron los segundos. En rutas nacionales, tiene un monopolio que da asco. Y la programación es deplorable: por ej., en pleno verano, hay UN vuelo diario al principal balneario turístico: Mar del Plata. Say no more, diría Charly.
Pero la sangre tira. Comí, crecí y me eduqué gracias al trabajo de mi papá para Aerolíneas Argentinas. Gracias a su esfuerzo, la empresa nos mima con un pasaje anual gratis a cualquier destino aerolinístico. Siempre sujetos a espacio, obviamente. Aerolíneas me llevó de vacaciones por quince años de mi vida, y la siento mía aunque no trabaje ahí. Mi hermana siguió los pasos de mi padre, pero no siente a la Empresa como él lo hace, que lleva el Cóndor en la sangre: no hay asado familiar en que no se hable de Aerolíneas, de sus problemas, de "qué vergüenza, estos gallegos de mierda" para cerrar con un "yo amo Aerolíneas". En décadas de servicio, nunca trajo el trabajo a casa, ni en los peores días de crisis de la empresa (abril 2001). Mi hermana vive con los problemas del trabajo a cuestas, por su temperamento y porque está continuamente en contacto con la gente, y eso la altera. La gente tiene razón y tiene derechos... pero los laburantes ponen la caripela mientras Pepito Aerolíneas está tirado panza arriba en una playa paradisíaca y ningún argentino, ni cualquier otro ciudadano 'de primera' tienen derecho a levantarles la voz: su stress termina cuando llegan a casa; los chicos detrás de los mostradores CONVIVEN con los maltratos sin comerla ni beberla.
Esto pasó a principios de enero.
La raspadita (gratta e vinci) ¿es raspadita porque se raspa con le dita?
